2026-06-11
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L'Iran dichiara chiuso lo Stretto di Hormuz mentre gli attacchi americani entrano nella seconda notte

La chiusura militare di Teheran del collo di bottiglia petrolifero più critico del mondo contraddice l'insistenza di Washington che il transito rimane possibile.

2026-06-11·Germania·Sintesi da 3 fonti
ship cruising on body of water
Photo: Ian Simmonds / Unsplash · illustrative

Le forze militari statunitensi hanno lanciato una seconda notte consecutiva di attacchi contro l'Iran mercoledì, descrivendo gli attacchi come atti di autodifesa, mentre Teheran ha risposto dichiarando lo Stretto di Hormuz completamente chiuso a tutta la navigazione – una mossa che minaccerebbe circa un quinto dell'approvvigionamento mondiale di petrolio via mare.

Le forze statunitensi hanno confermato i nuovi attacchi senza fornire obiettivi specifici o dettagli sulle munizioni utilizzate, inquadrando l'azione come una risposta difensiva alle provocazioni iraniane. L'Iran, da parte sua, ha segnalato i propri contrattacchi contro le installazioni militari americane negli stati del Golfo, anche se una conferma indipendente dei danni o delle perdite in quelle basi non era immediatamente disponibile.

Lo sviluppo più conseguente della notte è stata la dichiarazione formale dell'Iran che lo Stretto di Hormuz – un passaggio stretto tra l'Iran e l'Oman attraverso il quale le petroliere trasportano circa il 20 percento del petrolio globale – era chiuso a tutte le navi. I comandanti militari iraniani hanno dichiarato che qualsiasi nave che tentasse di attraversare il corridoio acquatico verrebbe attaccata.

Il comando militare statunitense ha categoricamente contestato la dichiarazione di chiusura di Teheran. I funzionari americani hanno sostenuto che il passaggio attraverso lo stretto rimaneva possibile, creando una contraddizione diretta e irrisolta tra i due lati su se una delle rotte marittime più economicamente vitali del mondo sia effettivamente accessibile.

L'emittente pubblica tedesca ARD ha sottolineato la dinamica di escalation reciproca, notando che entrambi i lati si presentavano come rispondenti all'aggressione dell'altro. Der Spiegel ha messo in primo piano l'annuncio di chiusura e la sua minaccia immediata alla navigazione, mentre Die Zeit ha evidenziato le contraddizioni fattuali tra le dichiarazioni iraniane e americane, inquadrando la situazione come caratterizzata da incertezza significativa e affermazioni concorrenti.

Lo Stretto di Hormuz è stato a lungo considerato un potenziale punto di frizione in qualsiasi scontro tra USA e Iran. L'Iran aveva precedentemente minacciato di chiuderlo durante i periodi di tensione, ma non aveva attuato un annuncio di chiusura operazionale formale di questo tipo. Il corridoio acquatico è l'unico sbocco marittimo per le esportazioni di petrolio dal Kuwait, dall'Iraq, dagli Emirati Arabi Uniti, dal Qatar e da una grande parte della produzione saudita.

I mercati energetici e le società di navigazione internazionali affrontano ora una sfida diretta: se considerare la dichiarazione iraniana come operativamente reale o accettare l'assicurazione americana che il transito è sicuro. Qualsiasi interruzione prolungata o minaccia credibile al traffico delle petroliere farebbe salire notevolmente i prezzi del petrolio e si ripercuoterebbe attraverso le catene di approvvigionamento globali.

Rimane poco chiaro l'entità dei danni derivanti dagli attacchi di entrambi i lati, l'entità della prontezza militare iraniana per applicare la chiusura e se i canali diplomatici – inclusi i mediatori del Golfo – sono attivi. Il ritmo dell'escalation notturna, con attacchi in due notti consecutive, lascia la traiettoria immediata del conflitto profondamente incerta.