Meloni promette ulteriori tagli alle tasse per la classe media e una stretta sulle aziende fittizie
La prima ministra italiana ha utilizzato un'assemblea di una grande federazione commerciale per esporre l'agenda economica del suo governo, combinando promesse di sgravi fiscali con un rigido avvertimento sulla conformità normativa.
La prima ministra italiana Giorgia Meloni si è rivolta martedì all'assemblea nazionale di Confcommercio, la principale federazione che rappresenta le imprese di commercio e servizi del paese, utilizzando la piattaforma per illustrare due messaggi politici intrecciati: ulteriore alleggerimento del carico fiscale per i lavoratori a reddito medio e una ferma insistenza nell'applicazione dei regolamenti commerciali.
In materia di tassazione, Meloni ha dichiarato che il suo governo non intende fermarsi alle misure già adottate. "Vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale della classe media", ha detto, contrapponendo direttamente la sua posizione a avversari politici non nominati che ha caratterizzato come persone che parlano di tagli senza attuarli.
Il periodico commerciale Il Sole 24 Ore ha messo in primo piano l'impegno fiscale di Meloni, riflettendo le preoccupazioni della sua base di lettori commerciali. La prima ministra ha presentato l'impegno come un progetto in corso piuttosto che completato, segnalando che ulteriori riduzioni rimangono nell'agenda legislativa.
Dal lato normativo, Meloni ha adottato un tono notevolmente più rigido. Ha sottolineato l'importanza delle misure dirette alle cosiddette aziende "apri e chiudi" – un termine colloquiale italiano per imprese di breve durata che si aprono, raccolgono entrate o sfruttano incentivi, e chiudono prima di adempiere ai loro obblighi. "L'Italia non è una repubblica delle banane – le regole devono essere rispettate", ha detto, secondo l'agenzia stampa ANSA.
La copertura dell'ANSA ha sottolineato questa dimensione applicativa, evidenziando l'intenzione del governo di imporre conseguenze alle imprese che sfruttano le lacune normative. La contrapposizione di un messaggio fiscale favorevole alle aziende accanto a un avvertimento sulla conformità riflette una tensione ricorrente nella politica commerciale italiana: stimolare l'imprenditorialità reprimendo al contempo l'abuso del sistema.
Confcommercio rappresenta centinaia di migliaia di imprese nella vendita al dettaglio, nel turismo e nei servizi – settori che hanno fatto un'intensa attività di lobbying sia sulla politica fiscale che sulla semplificazione amministrativa. L'intervento di Meloni davanti all'assemblea è un'occasione consueta per il governo di segnalare le sue priorità economiche a un importante costituente prima della stagione dei bilanci autunnali.
La classe media italiana ha subito una pressione persistente da una combinazione di alti contributi sociali, scavalcamento fiscale e crescita salariale lenta, rendendo la riforma fiscale politicamente rilevante. Il governo ha precedentemente introdotto un'espansione della flat tax per i lavoratori autonomi e modesti tagli alle imposte sul lavoro, ma i critici sostengono che il carico strutturale sui lavoratori dipendenti rimane elevato.
Nessun cronoprogramma legislativo specifico o cifre di entrate sono stati allegati alla promessa di martedì. Rimane poco chiaro come sarebbe finanziato lo sgravio fiscale aggiuntivo e se ulteriori tagli compariranno nella prossima legge di bilancio, che il governo dovrebbe iniziare a redigere nelle prossime settimane.