2026-06-10
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Il governo del Nuovo Galles del Sud ammette che un agente ha colpito con un pugno l'attivista pro-Palestina Hannah Thomas all'occhio

Lo Stato ammette percosse e sequestro illegittimo, ma nega persecuzione consapevole e abuso di ufficio.

2026-06-10·Australia·Sintesi da 2 fonti
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Photo: Koshu Kunii / Unsplash · illustrative

Il governo del Nuovo Galles del Sud ha formalmente ammesso in aula che un agente di polizia ha colpito con un pugno l'ex candidata dei Verdi Hannah Thomas all'occhio durante una manifestazione pro-Palestina a Sydney lo scorso anno, riconoscendo che è stata sottoposta a percosse e sequestro illegittimo. Queste ammissioni, contenute nei documenti processuali, rappresentano un importante riconoscimento di illecito da parte dello Stato.

Le autorità hanno concordato che Thomas ha diritto al risarcimento danni derivanti dall'incidente e si sono offerte di coprire le sue spese mediche. La natura e l'importo di un eventuale accordo risarcitorio non sono stati resi pubblici in questa fase del procedimento.

Il colpo è stato inferto mentre l'agente stava tenendo una torcia, secondo i documenti processuali esaminati da Guardian Australia. L'ammissione del sequestro illegittimo aggiunge un secondo torto legale distinto alle concessioni dello Stato, indicando che Thomas è stata anche detenuta illegalmente durante la manifestazione.

Nonostante le ammissioni di percosse e sequestro illegittimo, lo Stato non ha ammesso due ulteriori accuse: persecuzione consapevole e abuso di ufficio. Queste accuse, che hanno implicazioni più pesanti per i singoli agenti e la condotta istituzionale, rimangono contestate nel procedimento.

ABC News ha presentato lo sviluppo principalmente attraverso il riconoscimento del governo statale che Thomas era stata colpita, mentre The Guardian ha posto maggiore enfasi sulla portata delle ammissioni — percosse e sequestro illegittimo insieme — e ha notato l'esplicita offerta di pagare le spese mediche come un passo rimediativo concreto.

Thomas era una candidata del Partito dei Verdi al momento dell'incidente, che si è verificato durante una manifestazione pro-Palestina a Sydney. Il caso ha attirato l'attenzione su questioni riguardanti la condotta della polizia alle manifestazioni politiche, in particolare quelle relative al conflitto a Gaza, che hanno generato una prolungata attività di protesta nelle città australiane.

Le ammissioni spostano la contesa legale alle rivendicazioni controverse rimaste e alla valutazione dei danni. Se le accuse di persecuzione consapevole e abuso di ufficio procederanno a un'udienza completa o saranno risolte attraverso negoziazioni rimane da vedere.

Non è stata indicata alcuna tempistica pubblica per la risoluzione del caso. L'esito delle rivendicazioni controverse potrebbe avere implicazioni più ampie per gli standard di responsabilità applicati alla condotta della polizia del Nuovo Galles del Sud durante le proteste pubbliche.