Il Giappone promulga una legge per introdurre libri di testo digitali nelle scuole entro il 2030
La normativa emendata è stata approvata dalla camera alta, conferendo ai consigli scolastici locali la facoltà di scegliere tra formati stampati, digitali o ibridi.
Il parlamento giapponese ha approvato martedì una legge emendata sulla scuola, aprendo il percorso legale per i libri di testo digitali a entrare nelle aule di scuole elementari, medie e superiori in tutto il paese. Il governo ha fissato l'anno fiscale 2030 come obiettivo per l'attuazione a livello nazionale.
Il disegno di legge è stato approvato dalla camera alta con voto di maggioranza, completando il suo iter legislativo attraverso entrambe le camere. La legge riguarda l'uso di tablet e altri strumenti digitali come sostituti o integrazioni dei tradizionali libri di testo stampati.
Una caratteristica centrale del nuovo quadro è la discrezionalità locale. Secondo la legge emendata, i consigli scolastici regionali – non il governo nazionale – determineranno quale formato le scuole nella loro giurisdizione adotteranno. Le opzioni disponibili includono libri di testo stampati tradizionali, versioni completamente digitali o un modello ibrido che combina entrambi.
NHK – l'emittente pubblica giapponese – ha inquadrato la legge principalmente come una modernizzazione tecnologica dell'aula, sottolineando l'obiettivo del governo per il 2030 e il passaggio all'apprendimento basato su tablet. Il Japan Times ha invece dato maggior rilievo alla struttura di governance, evidenziando la delega delle decisioni sul formato alle autorità scolastiche locali come caratteristica distintiva del nuovo sistema.
La distinzione ha importanza pratica: un approccio ibrido potrebbe permettere alle scuole di preservare i materiali stampati per materie o fasce d'età dove gli educatori o la ricerca suggeriscono che i media fisici aiutano la comprensione, mentre adottano strumenti digitali dove offrono vantaggi chiari.
La mossa rientra nella più ampia iniziativa giapponese per espandere l'infrastruttura digitale nell'istruzione pubblica, uno sforzo accelerato a seguito del Programma GIGA School del governo, che mirava a fornire a ogni studente un dispositivo personale. Nonostante significativi dispiegamenti di hardware, i materiali didattici sono rimasti in gran parte in forma stampata.
Diverse domande rimangono senza risposta prima della scadenza del 2030. Non è ancora chiaro come i contenuti curricolari saranno standardizzati su piattaforme digitali, come saranno sostenute le scuole con accesso insufficiente a banda larga, o quale ruolo i publisher giocheranno nello sviluppo e nel pricing delle edizioni digitali.
Il governo dovrebbe emettere linee guida di attuazione negli anni a venire, e i consigli scolastici dovranno prendere decisioni su acquisizione, formazione dei docenti e aggiornamenti infrastrutturali prima della scadenza.